“Una rete per l’inclusione”: Il lavoro come strumento di legalità

DI GRAZIA PIETROFORTE COORDINATRICE SERVIZI DI INCLUSIONE SOCIALE E LAVORATIVA

 

Il progetto “UNA RETE PER L’INCLUSIONE” è stato attuato, per conto del Ministero della Giustizia (Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità), dal Consorzio Mestieri Puglia che ha coordinato la rete multiregionale di soggetti del Terzo settore: Consorzio Città Essenziale, Consorzio Mestieri Campania, Consorzio Co.RE, Opera don Calabria, Fare Impresa, Ass. Inventare Insieme, coop. Soc. Prospettive.

GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO

L’intervento progettuale ha inteso migliorare le possibilità di accompagnamento del minore o giovane adulto preso in carico, al fine di procedere al suo reinserimento sociale attraverso esperienze lavorative significative e legate al circuito della legalità. Due gli obiettivi fondamentali:

  1. supportare e sperimentare percorsi di inserimento socio-lavorativo rivolti a minori e giovani adulti presi in carico dai Servizi della Giustizia Minorile e di Comunità con localizzazione nelle suddette regioni;
  2. realizzare nuove sinergie e collaborazioni sul territorio, per ampliare le opportunità di crescita professionale e avviamento al lavoro dei giovani, attraverso la creazione di reti tra soggetti pubblici e privati operanti a livello locale, regionale e nazionale.

I NUMERI

  • 15 mesi: la durata del progetto “Una rete per l’inclusione”. Da gennaio 2022 ad aprile 2023, il progetto ha inteso fornire un sostegno alla promozione di azioni utili a favorire l’inclusione sociale dei giovani entrati nel circuito penale.
  • 215: il numero dei ragazzi e giovani adulti coinvolti nel progetto. Destinatari degli interventi sono stati 215 ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni (da progetto, ne erano previsti 200), sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, sia in regime di detenzione che in esecuzione penale esterna, in fase di uscita o usciti dal circuito penale.
  • 5: le Regioni attive nel progetto.

Hanno partecipato: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

LE AZIONI CONCRETE

Per perseguire gli obiettivi generali, il progetto ha realizzato due macro-azioni:

  • la realizzazione di tirocini per oltre 200 minori e giovani adulti in carico ai Centri per la giustizia minorile (CGM) del Sud Italia, attraverso attività di selezione, accoglienza, bilancio delle competenze, orientamento. Questa la distribuzione geografica: 43 tirocini in Calabria, 50 in Puglia, 12 in Basilicata, 55 in Sicilia e 59 in Campania.
  • Implementazione o consolidamento di “reti” di sostegno all’inclusione sociale con il coinvolgimento degli attori (enti, servizi, associazioni di categoria, imprese…) interessati a stipulare accordi operativi con i Centri per la giustizia minorile.

INSIEME VERSO LA SICUREZZA SOCIALE

Tramite un intervento di qualità e un’adeguata presa in carico, “Una rete per l’inclusione” si inserisce nella lotta contro l’esclusione sociale e la povertà. Infatti, favorendo l’ingresso di ragazzi e giovani adulti nel mercato del lavoro, è stato possibile seguirli nella fase di passaggio dal circuito penale alla piena integrazione nella società civile.

Gli interventi previsti dal progetto sono stati ampiamente realizzati, dando vita a una strategia innovativa e costruendo salde alleanze: ogni soggetto (pubblico, privato profit e privato no profit) ha contribuito a offrire opportunità di qualità per implementare l’inclusione sociale dei ragazzi.

La presa in carico dei minori e dei giovani adulti con un procedimento penale in corso non è di sola competenza della Giustizia Minorile: come i fatti ci hanno confermato, l’esito degli interventi dipende anche dalla capacità di risposta degli altri attori coinvolti nel processo, oltre che dal tessuto sociale. Pertanto gli interventi devono essere sempre di più concepiti in modo corale.

Le azioni che si costruiscono intorno a un percorso verso l’inclusione sono dirette alla valorizzazione delle risorse dei soggetti e fornire gli strumenti anche formativi utili per l’acquisizione di competenze spendibili nel mondo del lavoro; ma, guardando più in là, devono orientare i giovani a raggiungere maggiore autonomia nella ricerca di nuove opportunità formative e lavorative.

 

Questo articolo è estratto dal terzo numero del Magazine Mestieri Più. Clicca qui per scaricare gratuitamente la tua copia completa.