Il Reddito di cittadinanza a sostegno delle persone e delle famiglie

INTERVISTA A ROSA BARONE, ASSESSORE REGIONALE WELFARE, POLITICHE DI BENESSERE SOCIALE E PARI OPPORTUNITA’, PROGRAMMAZIONE SOCIALE ED INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA

Reddito di cittadinanza sì, reddito di cittadinanza no: nel dibattito politico nazionale, la principale misura di contrasto alla povertà è stata spesso messa in discussione. Pensando all’esperienza pugliese, quali sono le ragioni a supporto di questa misura?

È una misura che va sicuramente migliorata rispetto all’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, ma non può, in alcun modo, essere messa in discussione o addirittura abolita: sarebbe inammissibile.

Chi scrive contro il reddito di cittadinanza non solo non si immedesima nella quotidianità delle tantissime famiglie in difficoltà, ma si fa pubblicità a discapito delle persone in stato di povertà.

Quanti sono in Puglia i percettori del reddito di cittadinanza e per quanti di loro possiamo oggettivamente dire che il sostegno ricevuto è servito a favorire il loro inserimento nella società o nel mondo del lavoro?

In Puglia, ad agosto 2022, i nuclei familiari percettori erano 100.606 per un totale di 230.934 persone coinvolte.

L’importo medio mensile è pari a 576,93 euro, e i dati sono aggiornati a luglio 2022.

I numeri dimostrano l’importanza di questa misura per tantissime famiglie in situazione di estrema difficoltà. In Puglia il reddito di cittadinanza si affianca al reddito di dignità regionale, una misura che considero asse portante dell’assessorato al welfare, e che dal 2016 a oggi ha permesso di aiutare di migliaia di famiglie pugliesi in condizione di povertà e fragilità socioeconomica.

Il reddito di cittadinanza è stata la prima vera misura universalista di contrasto alle povertà. Dovendo o potendo dare un suo contributo, in che modo migliorerebbe questo strumento, soprattutto nella parte che interessa l’attivazione delle misure di Politica Attiva del Lavoro?

Prendiamo i PUC, i Progetti Utili alla Collettività in cui impiegare i percettori del reddito di cittadinanza per otto ore settimanali: la loro diffusione è uniforme su tutto il territorio regionale, anche se con rilevanti differenze tra i diversi ambiti territoriali.

Voglio capire le difficoltà incontrate dai Comuni in cui i PUC non sono ancora partiti, per cercare di risolverle.

Abbiamo attivato anche collaborazioni scientifiche con alcuni atenei pugliesi per azioni di valutazione degli effetti del reddito di dignità e delle sue criticità, in modo da avere un quadro dettagliato della situazione e capire come intervenire.

 

Questo articolo è estratto dal primo numero del Magazine Mestieri Più. Clicca qui per scaricare gratuitamente la tua copia completa.