A Palo del Colle l’odore del tarallo sa di casa e, in questi giorni ha saputo anche di futuro grazie a Tarallo Lab. Dal 6 all’8 marzo 2026, il Laboratorio Urbano Rigenera è diventato una vera “casa” delle idee. Qui abbiamo mescolato farina e sogni. Abbiamo guardato negli occhi i nostri artigiani. Insieme, abbiamo immaginato come la nostra identità possa diventare un’opportunità reale per chi decide di restare in questa terra.
Gli obiettivi del progetto Tarallo Lab
L’iniziativa Tarallo Lab è nata dalla sinergia tra il Comune di Palo del Colle e il Consorzio Mestieri Puglia. Non è stato un semplice evento celebrativo. Al contrario, è stato un invito a rimboccarsi le maniche.
L’idea è semplice: per crescere bisogna innovare restando fedeli alle radici. Durante il laboratorio abbiamo gettato le basi per una filiera professionale. Vogliamo proteggere il lavoro di qualità. Vogliamo attirare nuovi sguardi e investimenti sul nostro territorio.
Il valore del lavoro con Roberta Bruno
Il cuore dell’evento sono stati i “cantieri di futuro”. In queste aule, esperti e cittadini hanno lavorato fianco a fianco.
Nell’Aula 1, dedicata a Marchio e Mercati, abbiamo ospitato Roberta Bruno, una donna che sa ascoltare la terra nel profondo. Come fondatrice della cooperativa Karadrà, Roberta ci ha portato la sua forza gentile. Di conseguenza, non abbiamo parlato solo di “mercati”, ma di rispetto per le nostre radici. Al centro di tutto abbiamo messo il sudore dei nostri produttori. Dopotutto, l’obiettivo è costruire una filiera che protegga l’anima del territorio. Ogni tarallo, quindi, deve poter raccontare la nostra dignità anche lontano da qui.
Nuovi linguaggi con Nick Difino
Come si trasmette il sapore di un tarallo attraverso una parola? Nell’Aula 2, dedicata a Identità e Linguaggi, ci ha aiutato Nick Difino. Nick è un noto foodteller e conduttore televisivo.
Sotto la sua guida, questa aula del Tarallo Lab si è trasformata in un laboratorio di poesia e strategia. Insieme, abbiamo scritto un “Manifesto narrativo” che parla la nostra lingua della verità. Inoltre, è stata una sfida emozionante: volevamo trovare un modo nuovo per parlare ai giovani. Volevamo restare noi stessi, però con lo sguardo rivolto a un mondo che cambia velocemente.
Fare rete con Alex Giordano
La sfida più grande è non restare isolati. Di questo si è occupata l’Aula 3, dedicata ad Alleanze e Comunità. Il coordinatore è stato Alex Giordano, docente ed esperto di RuralHack.
Alex ha lavorato sul “collante” che ci tiene uniti come comunità. Grazie a lui, istituzioni e imprese locali si sono finalmente guardate negli occhi senza filtri. Durante il Tarallo Lab, infatti, abbiamo piantato i semi di un patto d’onore. Non si tratta solo di un progetto tecnico, ma della promessa di continuare a camminare uno accanto all’altro. In questo modo, nessuno di noi si sentirà più solo davanti alle sfide del domani.
Il territorio dietro l’esperienza
Il cambiamento vero nasce sempre da un incontro tra persone. Vedere gli esperti sporcarsi le mani di farina insieme ai nostri maestri fornai è stata la lezione più bella di questi giorni. Il Tarallo Lab, infatti, è vissuto nel calore delle teglie e nel rumore dei laboratori all’alba.
Le visite nei tarallifici ci hanno mostrato il volto più splendido di Palo del Colle: l’orgoglio di chi crea con amore. Questo scambio umano, insomma, è la nostra ricetta segreta. Abbiamo unito la saggezza di chi impasta da una vita alla visione di chi vuole progettare un futuro nuovo.
Cosa ci resta del Tarallo Lab?
Questa esperienza si chiude con una certezza: il nostro tarallo è un filo invisibile che ci unisce tutti, vogliamo costruire un sistema dove la qualità e l’unione siano gli ingredienti principali. Sicuramente i prossimi mesi saranno decisivi. Vedremo germogliare i semi piantati in queste giornate di lavoro e di sorrisi. La strada è finalmente tracciata. E soprattutto, è una strada che profuma di buono e di futuro.


